5.5 Cosa possiamo fare noi?

Pur trattandosi di problematiche su scala globale, alcune buone pratiche quotidiane potrebbero aiutare a proteggere e salvaguardare il nostro mare; anche noi, in quanto consumatori, possiamo contribuire seguendo poche semplici regole!

  • Non disperdere nell’ambiente plastica, mozziconi di sigaretta e altri rifiuti. Fai una corretta raccolta differenziata!
  • Limita il consumo di posate, bicchieri, cannucce e altri oggetti monouso di plastica. Noi li utilizziamo solamente per pochi minuti, ma il mare impiega fino a mille anni per degradarli!
  • Diventa un consumatore informato e scegli prodotti certificati, realizzati nel rispetto degli animali e dell’ambiente. Prediligi detersivi ecologici, con tensioattivi naturali innocui per la fauna e un ridotto contenuto di fosfati e, evita cosmetici e altri prodotti contenenti microplastiche, a favore di prodotti biodegradabili.
  • Sii un proprietario di animali responsabile: non liberare nel mare pesci o altri organismi non autoctoni!
  • Riduci le emissioni di CO2, prediligendo il trasporto pubblico o la bicicletta. Ne gioverà l’ambiente e la salute!

… E PER I NOSTRI PESCI?

Le nostre scelte alimentari hanno un enorme impatto sull’ecosistema marino. Modificando le nostre abitudini di acquisto e di consumo a casa, in mensa e al ristorante possiamo contribuire a un’inversione della rotta! Ecco come:

  • Preferisci la pesca artigianale, che utilizza metodi di cattura più sostenibili, come ad esempio reti da posta, nasse e trappole;
  • Varia la tua scelta, acquistando specie diverse e non a rischio. Scegli pesci a ciclo vitale breve: hanno un ridottissimo contenuto di metalli pesanti, sono sostenibili per l’ecosistema , sono economici e accessibili a tutte le famiglie!;
  • Preferisci il pesce locale e di stagione pescato nel mare Adriatico, a quello allevato o decongelato;
  • Rispetta la taglia acquistando esemplari già adulti.

5.3 L’agenda 2030

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs-Sustainable Development Goals) in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

Caratteristiche dell'Agenda:

  • È stato espresso un chiaro giudizio sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale. In questo modo, ed è questo il carattere fortemente innovativo dell’Agenda, viene definitivamente superata l’idea che la sostenibilità sia unicamente una questione ambientale e si afferma una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo;
  • tutti i Paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo di portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra Paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, anche se evidentemente le problematiche possono essere diverse a seconda del livello di sviluppo conseguito. Ciò vuol dire che ogni Paese deve impegnarsi a definire una propria strategia di sviluppo sostenibile che consenta di raggiungere gli SDGs, rendicontando sui risultati conseguiti all’interno di un processo coordinato dall’Onu;
  • la sua attuazione richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura.

 

Gli obiettivi correlati alla tutela del nostro mare.

Obiettivo 6: Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture igienico- sanitaria.

Obiettivo 12: Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.

Obiettivo 13: Promuovere azioni, a tutti livelli, per combattere il cambiamento climatico.

Obiettivo 14: Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile.

 

 

5.1 Gli impatti antropici

Le peculiarità del mare Adriatico che hanno permesso lo sviluppo di floride culture marinaresche e di importanti realtà economiche presentano però un lato oscuro: la bassa profondità dei fondali, unitamente alla ridotta circolazione delle sue acque, rendono il nostro mare molto sensibile all’inquinamento. Oggi il nostro mare si trova in pericolo a causa di:

  • Metalli pesanti e pesticidi provenienti dagli scarichi industriali e agricoli dei centri lungo la costa e di tutta la pianura Padana. Questi possono accumularsi all’interno degli organismi, costituendo un pericolo per l’intera catena alimentare!
  • Fosfati e nitrati, contenuti nei detersivi e nei concimi chimici, giungono fino al mare e possono causare eutrofizzazioni, mucillaggini e fioriture algali. Una volta morte, le alghe precipitano sul fondo, dove vengono decomposte dai batteri, consumando tutto l’ossigeno e determinando una condizione di anossia che può portare a morie in massa di pesci e altri organismi bentonici. Alcune alghe inoltre possono produrre tossine pericolose per la salute umana.
  • Pesca eccessiva, che concentrandosi su poche specie, rischia di impoverire gli stock ittici, con ripercussioni sull’ecosistema marino, nonché sull’economia.
  • Urbanizzazione costiera che accentua i naturali fenomeni di erosione e subsidenza, portando via ogni anno centimetri di spiaggia e alterando permanentemente il delicato equilibrio della fascia costiera.
  • Rifiuti, provenienti per l’80% dalla terraferma rappresentano uno dei rischi più gravi per il pianeta e per i mari e gli oceani, a causa dei lunghi tempi di degradazioni dei materiali di cui sono composti.
  • Specie aliene, ovvero specie esotiche marine che si sono insediate, adattate e diffuse nel mare Adriatico con conseguenze imprevedibili, a volte minacciando l’intero ecosistema come la Scafarca (Anadara inaequivavlvis), la Rapana (Rapana venosa) oppure il Granchio Blu (Callinectes sapidus). L’espansione delle specie aliene è dovuta ai cambiamenti climatici globali e a introduzioni volontarie o accidentali da parte dell’uomo e dei traffici commerciali.
  • Cambiamenti climatici, che accentuano gli effetti delle problematiche sopra citate.

 

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