4.1 La pesca

La pesca e l'allevamento ittico lagunare hanno una plurisecolare tradizione in Emilia Romagna. La pesca si sviluppò notevolmente alle fine del XIX secolo, per una serie di favorevoli concause. Dopo l’unità d’Italia, il miglioramento dei collegamenti stradali e la realizzazione di quelli ferroviari, l’immigrazione di pescatori veneti e marchigiani, la realizzazione di nuove opere portuali, la nascita delle prime organizzazioni cooperative e sindacali, consentirono un significativo incremento delle attività pescherecce. Nel secondo dopoguerra la completa motorizzazione del naviglio, l’introduzione delle fibre sintetiche per la realizzazione di cavi e reti, le apparecchiature elettroniche per la navigazione e la comunicazione, le nuove tecniche di pesca, hanno insieme contribuito alla modernizzazione del settore.

Si sono così sviluppate diverse attrezzature e metodi di pesca, che nel corso dei secoli sono stati continuamente perfezionati sulla base dell’esperienza acquisita e dall’estro individuale. Negli ultimi cinquant’anni le tecniche e gli strumenti di pesca sono cambiati, si sono perfezionati e sono diventati più efficienti. I principali sistemi di pesca professionale tradizionalmente usati in alto Adriatico prevedono l’impiego di reti di vario tipo, draghe e trappole.

 

Le attrezzature da pesca

I sistemi da pesca tradizionalmente usati nella costa dell'Emilia Romagna si classificano in:

  • reti da traino,radenti o galleggianti;
  • reti da circuizione;
  • reti da posta o fisse;
  • draghe;
  • ami;

Reti da traino radenti o a strascico

Attrezzature che vengono trainate  "strisciandole" sui fondali per catturare le specie ittiche bentoniche (che vivono a contatto con il fondo marino) che di solito sono tra le più pregiate dal punto di vista commerciale (sogliole, rombinaselli, rane pescatrici, ecc.). Se utilizzata in aree di ripopolamento, questa tecnica ha un impatto violento sull'ambiente marino. Sono attrezzi "attivi" perchè trainati da pescherecci (n'unica barca per rete) ad una velocità tale da mantenere aperta l'imboccatura. La tipica rete a strascico è la tartana a forma di cono, nella quale si distinguono tre parti: le braccia,il corpo e il sacco. La rete è costruita con una serie di "pezze", ognuna delle quali è composta da maglie di dimensioni differenti:più ampie nella parte anteriore e centrale (bocca e corpo), con lo scopo di incanalare il pesce e di far uscire l'acqua;più strette in quella posteriore (sacco).

Reti al traino galleggianti

Le attrezzature impiegate in questa attività tendono in modo specifico alla cattura delle specie pelagiche, cioè di quei pesci che vivono negli strati intermedi del mare compresi fra la superficie e il fondo, hanno quindi la particolarità di essere svincolate dal contatto con il fondo. La pesca pelagica al traino viene quasi esclusivamente praticata impiegando una coppia di barche (le volanti, da cui il soprannome della rete) che avanzano in parallelo. La volante è una rete flottante, simile alla tartana, ma trainata a mezz'acqua da due pescherecci di caratteristiche pressochè simili; la rete viene detta volante perchè non striscia sul fondo ma è come se "volasse" , sospesa nella colonna d'acqua. E' utilizzata per la pesca del pesce azzurro  come acciughe, sardine , suri e sgombri ecc..

 

Reti da circuizione

Reti calate in cerchio per circondare il banco di pesci; vengono chiuse sul fondo con una cima e recuperate come un sacco. Sono "salpate" in modo da ridurre progressivamente lo spazio entro il quale il pesce può muoversi, fino al punto in cui è facile prelevarlo e portarlo a bordo, tramite l'uso di attrezzi ausiliari quali valighe o pompe a seconda del tipo di pesca effettuata. Queste reti sono formate da un certo numero di pezze rettangolari che unite assieme assumono forma trapezoidale. Il lato definibile maggiore viene armato su una lima munita da numerosissimi galleggianti che la mantengono in superficie. La base minore è invece armata su una lima a piombi che permette alla rete di restare distesa in senso verticale. Le reti da circuizione sono utilizzate in particolare per piccoli e grandi pelagici: sardine, alici, palamite, tonni, ecc.

 

 

 

 

Reti da posta o fisse

Le reti da posta sono attrezzi "passivi" perché, calati verticalmente, rimangono fermi. Chiudono e sbarrano spazi di mare, catturano le prede impigliandole con la teste nelle maglie (nude o da imbrocco) e racchiudendole in un piccolo sacco (tramagliate o da insacco). Queste reti,tra gli attrezzi più antichi come tradizione da pesca, sono usate per la pesca dei pesci bentonici come triglia, sogliola, cefalo, suro, mazzola, sgombro, molluschi, crostacei ecc..
Tramaglio o tremaglio (tre maglie) è una rete composta  da tre strati di maglie, i più esterni a maglie larghe (pezze o pareti) ed il più interno (mappa) a maglie strettissime e di superficie maggiore degli altri due (in maniera che sia meno tesa delle pezze). Con questo sistema il pesce,ovunque provenga, può passare le pezza  esterna ma resta inevitabilmente impigliato in quella interna.
La rete da imbrocco ha , invece , maglie di ampiezza diversa per effettuare una pesca "mirata". Il pesce transitando per le maglie ne resta bloccato, non riuscendo a proseguire né avanti e né indietro.

Le nasse e i cogolli sono reti ad impianto fisso costruite come trappole, perché la cattura del pesce avviene in una parte dell'attrezzo da cui è impossibile fuggire.
Le nasse, molto usate per la cattura della seppia, costituiscono le trappole più "flessibili" e sono gabbie, generalmente fatte a mano, la cui armatura è in vimini o legno e rete di corda o metallica, in cui, da un lato, è posto l'imbuto o "inganno" attraverso il quale passano gli animali per raggiungere l'esca o i mazzetti di alloro. Vengono calate in serie per aumentare la capacità di cattura, ancorate al fondo con dei pesi (es.mattoni) e segnalate in superficie con boe e bandierine per facilitarne il recupero. La pesca con questi attrezzi viene effettuata nel periodo primaverile - estivo.
Il cogollo e un altro tipo di nassa, a forma di cono o a mezza luna, usato per la pesca di crostacei e piccoli pesci. E' fatto di rete con diverse camere circolari in successione costituite da un telaio formati da cerchi, tutte con apertura ad imbuto; nell'ultima camera, detta coata viene messa l'esca.

Draghe

La raccolta dei molluschi come le vongole, si effettua in mare con le draghe, cioè gabbie rettangolari in metallo trainate da pescherecci di dimensioni e potenze medio piccole. Una volta toccato il fondo, penetrano per mezzo di denti nel substrato, nella cattura viene prelevato anche molto materiale indesiderato (fango, sabbia , sedimenti), che viene allontanato insufflando dell'acqua nella gabbia con una pompa posta sul peschereccio; si parla in questo caso di draghe idrauliche turbosoffianti. Le draghe vengono utilizzate per la pesca delle vongole.

 

Ami

La pesca con ami è senz'altro uno dei sistemi più diffusi e antichi nel mondo, sia per la facilità di costruzione dell'attrezzo, sia per la semplice manovrabilità ed adattabilità a tutte le condizioni ambientali. Generalmente nella pesca professionale, gli ami vengono impiegati per confezionare palamiti o palangari.

  • I palamiti sono costituiti da un lungo cavo sottile (trave, letto, madre) da cui si dipartono, a regolari distanze, cimette col relativo amo innescato.
  • I palangari si diversificano solo per le maggiori dimensioni e questo tipo di pesca si effettua generalmente di notte, calando al tramonto e salpando all'alba.

 

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