4.2 La maricoltura

Sempre connessa al mare è poi l’antica attività di maricoltura, che ancora oggi conserva caratteristiche tradizionali.  Nelle Valli del Delta del Po, è presente da secoli la vallicoltura, una pratica di allevamento estensivo in bacini di acqua salmastra chiusi mediante arginatura, dove principalmente si allevano l’anguilla, il cefalo, la spigola e l’orata. A partire dal 1960, nelle lagune di Goro inizialmente si è diffuso l’allevamento della vongola verace (Tapes decussatus) ormai quasi del tutto sostituita dalla vongola verace filippina  (Tapes philippinarum) specie alloctona di origine asiatica, con una significativa produzione annua di circa 8.000-10.000 tonnellate, commercializzate in tutta Italia e all’estero. La mitilicoltura (cozze) viene praticata sia in laguna che in mare in aree confinate lungo tutta la costa. La produzione annua si attesta sulle 15.000-20.000 tonnellate, e include produzioni di alta qualità, come la Cozza di Scardovari, che nel 2013 ha ottenuto il riconoscimento DOP, e la Cozza Bio di Cervia.

_____________________ ______________________

 

Le valli da pesca

Le valli da pesca sono corpi d’acqua separati dalle lagune da arginature e in cui la circolazione dell’acqua è artificiale, poiché il livello medio dell’acqua è in genere al di sotto di quello marino. Si caratterizzano rispetto alle lagune per la maggiore complessità ambientale e per l’assenza delle maree. Le valli da pesca sono state preservate dalla bonifica grazie alla forte cultura locale di vallicoltura tradizionale estensiva, basata sulla naturale migrazione primaverile degli avannotti all’interno delle valli, dove crescono senza alimentazione artificiale, ed alla loro successiva migrazione verso il mare.

La pratica nasce sfruttando un comportamento piuttosto comune tra i pesci marini costieri che in fase giovanile, per sfuggire alla presenza dei predatori, tendono a concentrarsi verso il litorale penetrando nei canali, negli estuari e negli ingressi lagunari. Questo fenomeno viene sfruttato facendo entrare dentro le valli il novellame, per poi chiudere gli accessi al mare fino alla completa crescita dei pesci in ambiente protetto. Col tempo le pratiche si sono evolute ed oggi in molti casi è comune procurarsi il “novellame da semina” attraverso apposite pesche di trasferimento dal mare alle valli. Fra le principali specie interessate da questa pratica ci sono branzinispigole, sogliole, cefali, orate, passere, latterini ed anguille.

L’anguillicoltura delle Valli di Comacchio ha avuto un grande sviluppo in passato e ancora oggi costituisce un settore di notevole interesse. Nelle valli di Comacchio l'anguilla trova il proprio habitat naturale che le permette di vivere e riprodursi. Sfruttando l'influenza delle maree sull'istintivo spostarsi delle anguille, ancora oggi si utilizzano le antiche tecniche di pesca come il semplice e geniale lavoriero, un intricato sistema di sbarramenti e griglie mobili, anticamente realizzato in legno e canna, a forma di freccia, posto in prossimità dell'imbocco dei canali che collegano le valli al mare. Vi sono quarantotto differenti piatti di anguilla, che vanno dal delicatissimo risotto fino alla griglia sulla quale l'anguilla sprigiona tutto il suo intenso aroma che la rende un rito gastronomico a cui è impossibile resistere. L'”Anguilla marinata delle valli di Comacchio” costituisce la lavorazione più tipica del pesce di valle. Per questo l'antico metodo di lavorazione dell'anguilla (previsto da un regolamento del 1818) è stato ripristinato all'interno della Manifattura dei Marinati, in centro a Comacchio. Oggi la Manifattura dei Marinati si articola su oltre milleseicento metri: presenta la Sala dei Fuochi, il cuore dell'intero complesso, in cui sono conservati dodici camini intervallati da nicchie, in cui avveniva, e avviene tutt'oggi la lavorazione dell'”Anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio”.

L'anguilla marinata è riconosciuta anche come Presidio Slow Food, un progetto operativo per la tutela della biodiversità alimentare.

 

 

L'allevamento dei molluschi

Nel comparto della pesca è stata introdotta una grossa novità a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, con l’avvio dell’allevamento dei molluschi, in particolare delle cozze prima e delle vongole poi, che ha avuto un notevole impatto economico ed un forte sviluppo, trasformando la logica stessa della pesca. Si è passati infatti da una dipendenza dalle risorse offerte dal mare, che vengono di volta in volta pescate o raccolte, ad una vera e propria “coltivazione in mare” delle risorse.

La raccolta nelle cozze si è sviluppata successivamente agli anni 60 e gli allevamenti dei mitili sono dislocati in acque marine di classe A a circa 3/4 miglia dalla costa dell'Emilia Romagna. Le acque marine dell'alto Adriatico  per la loro temperatura, salinità, presentano caratteristiche particolarmente adatte all'allevamento di questo particolare mollusco  (Mytilus galloprovincialis) detto comunemente cozza. La lavorazione delle cozze ha una sua stagionalità specifica. Il ciclo di produzione inizia generalmente tra marzo e maggio con la raccolta del seme direttamente dalle strutture dell’impianto stesso (cime o travi ) che fungono da captatori. Il seme raccolto viene inserito all’interno di calze di rete che vengono poi appese alla trave del filare.Intorno al mese di agosto avviene una prima lavorazione. Le cozze vengono sgranate e calibrate in 2 o più pezzature tramite un vallo.In base alla grandezza raggiunta le cozze vengono reinserite in calze di apposito diametro e riappese al filare in attesa del raggiungimento della pezzatura commerciale.

 

Le raccolte di vongola comune (Chamelea gallina) e di vongola verace (Tapes decussatus) sono molto diffuse nel delta del Po. Tuttavia negli ultimi anni ha avuto un grande sviluppo l’allevamento della vongola verace filippina (Tapes philippinarum) grazie alla quale c’è stata una notevole crescita produttiva ed economica (l'Italia è diventata il maggior produttore comunitario). La Sacca di Goro  in Emilia-Romagna è una delle  principali aree vocate per questa attività che si basa su veri e propri campi di vongole ottenuti sul basso fondale costiero in base alle concessioni rilasciate ai pescatori. Sulla costa nei pressi di Goro (FE) l’acquacoltura rappresenta un fenomeno recente, sviluppatosi negli ultimi 15 anni, a seguito dell’importazione e della rapida diffusione della vongola verace filippina.

Vongola verace (Tapes decussatus)
Scroll to top