4.3 Il sale

Chiamato da Omero la sostanza divina, conosciuto dai romani come oro bianco, il sale ha da sempre avuto un ruolo fondamentale, non solo nell’alimentazione, ma anche nei rapporti economici e sociali tra culture e paesi.
Durante l’era Paleolitica gli uomini non producevano e né cercavano di procurarsi il sale in quanto si nutrivano di selvaggina o di pesce e il sapore di questi alimenti non richiedeva l’esaltazione di sapidità. Ma con l’avvento dell’agricoltura e con l’introduzione nella dieta di una maggiore quantità di vegetali, naturalmente poco salati, l’uomo iniziò a ricercarlo. Dal Neolitico (6000 a.C.) in poi si cominciò a estrarlo e il suo uso lo rese nei millenni un bene prezioso fino a diventare simbolo di ricchezza e potere: nell’antica Babilonia era considerato come il “cibo dei principi”.
Dosi di sale erano utilizzate per pagare i soldati romani e il termine latino sal, che significa appunto sale, è la radice della parola salario; inoltre la Salaria è la via romana del sale.
Nelle antiche civiltà, il sale era usato nelle offerte votive: a Dio non si offrivano mai cibi che non fossero stati precedentemente salati. Gli Ebrei lo utilizzavano nei sacrifici. Nella Bibbia è simbolo di longevità e di alleanze. In Cina fu creato il primo monopolio sul sale e ciò permise la realizzazione di imponenti opere come la Muraglia Cinese. I Maya lo usavano per il controllo delle nascite e contro l’epilessia. Il Mahatma Gandhi ha raccolto con le proprie mani, contro i divieti della Gran Bretagna, una manciata di sale, simbolo di una vittoria politica e umana.
Il prezioso ingrediente veniva trasportato per lunghe distanze su muli, cavalli, carri trainati da buoi e chiatte sui fiumi. Anche il deserto era attraversato da carovane che si muovevano dal Mali e antiche fortezze ne difendevano i luoghi di produzione. Taghaza, nel Sahara Occidentale, è una città abbandonata, edificata con il sale.
Il suo commercio ha giocato un ruolo economico molto importante per molte città situate lungo le vie del sale, consentendo gli scambi tra il Nord e l’Europa meridionale: basta citare in Germania e Austria le città di Schwaebisch Hall, Salzbourg o Bad Reichenhall (etimologicamente, esse affondano le loro radici nel termine greco hal, che significa sale) e in Italia, Trapani e Cervia.
La costa dell'Alto Adriatico fin dalla preistoria era caratterizzata dalla presenza di saline, oltre quelle di Cervia, si ricordano quelle di Comacchio giunte fino a noi, quelle di Cesenatico interrate nel 1775, quelle di Ravenna chiuse nel 1441. Infatti le coste basse ed argillose dell'Alto Adriatico soggette all'alta marea, erano caratterizzate da saline naturali in cui l'acqua del mare, esposta al sole cocente, lasciava depositare i suoi sali.

 

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