1.2 Gli ambienti

L'ambiente marino

I fondi marini antistanti l’Emilia-Romagna sono sabbioso-fangosi e digradano dolcemente, fino a raggiungere una profondità di 25/30 metri a una distanza di 12 miglia nautiche dalla costa.
Le acque dell’alto Adriatico presentano complesse caratteristiche statiche e dinamiche, spesso non di semplice interpretazione.
Tra queste, la temperatura dell’acqua rappresenta un fattore importante, in grado di condizionare la vita e le reazioni chimiche che avvengono nell’ecosistema. Lungo la fascia costiera dell’Emilia Romagna questo parametro subisce fortissime variazioni facendo registrare  le massime escursioni dell’intero Mediterraneo: durante il periodo invernale la temperatura si abbassa fino a raggiungere valori minimi prossimi a 7 °C; nel periodo estivo i massimi valori di temperatura superficiale possono invece  toccare i 30°C.
I numerosi fiumi alpini e il fiume Po apportano ogni giorno grandi volumi di acqua dolce, sedimenti e composti organici: ciò ha una grande influenza sulla salinità, che risulta minore rispetto ad altre zone, sul pH, sull’ossigeno disciolto, sulla trasparenza  e sul contenuto di clorofilla (indice di livello trofico).
Da tutte queste influenze specifiche deriva la caratteristica eutrofia delle acque costiere: che ospitano una peculiare flora e sono abbondante pascolo per una variegata fauna marina.  Per tutti questi motivi, la pesca rappresenta fin dall'antichità  un settore molto importante in Adriatico, a cui oggi si associa l’attività estrattiva di gas naturale.

 

 

L'ambiente costiero

La costa emiliano – romagnola è costituita prevalentemente da una spiaggia quasi continua, senza promontori nè rientranze accentuate. È una costa bassa e sabbiosa, ampia da pochi metri ad oltre 200, che si estende per circa 130 km, dalla foce del Po di Goro fino alla foce del Torrente Tavollo, tra Cattolica e Gabicce Mare. L'ampiezza di marea è abbastanza contenuta e ciò ha permesso sin dall'antichità la fondazione e lo sviluppo di numerosi centri abitati e di borghi marinareschi.
La parte più settentrionale della costa dell’Emilia-Romagna, (da Goro a Cervia) , ha un assetto tipicamente planiziale, un tempo caratterizzato da spiagge, dune e ambienti retrodunali, oggi profondamente modificato dall’agricoltura e dallo sviluppo turistico e urbanistico.
La parte più meridionale del litorale regionale (da Cesenatico a Cattolica), ha la configurazione tipica di un territorio fortemente antropizzato: lungo la linea di costa si susseguono numerose opere ingegneristiche, quali moli, porti, darsene, alternati a lunghi tratti di litorale attrezzato per la fruizione turistica.
Complessivamente la costa è  un ambiente dinamico dall’equilibrio oggi compromesso: la spiaggia, infatti, è il risultato dell’interazione tra il trasporto di sabbia da parte dei fiumi e l’azione del moto ondoso e delle correnti marine che ridistribuiscono il sedimento lungo il litorale. A questo già delicato equilibrio naturale si è sovrapposto l’intervento dell’uomo, che ha fortemente accentuato la vulnerabilità della costa emiliano-romagnola che è attualmente soggetta ad estesi processi erosivi.

 

 

L'ambiente vallivo

A nord, alle spalle del sistema litoraneo si trovano,vasti territori occupati in parte da aree umide di elevata rilevanza naturalistica. Si tratta di ambienti di transizione di acqua salmastra, originata dal mescolamento tra le acque costiere e le acque dolci dei fiumi. Sono paesaggi estremamente eterogenei dal punto di vista ambientale e biologico, di origine sia naturale che artificiale: possiamo infatti incontrare laghi salmastri, sacche, lagune vive, foci fluviali, saline, canali, vasche di colmata, boschi allagati e altro ancora. L’equilibrio idrogeologico dell’area è fortemente influenzato dalle attività antropiche. Ad oggi, tutte le zone umide della regione sono soggette a regimi idrici artificiali, finalizzati a diversi scopi, quali l’agricoltura, l’acquacoltura, la pesca, le attività industriali e il turismo.
Nelle aree umide lo scambio continuo e periodico delle acque marine con quelle dolci interne  fa sì che i parametri chimico-fisici dell’acqua - salinità, temperatura, ossigeno, pH - subiscano importanti variazioni giornaliere e stagionali, in parte regolate dall’uomo.
Un territorio così vario, unitamente all'ampia variabilità dei parametri chimico-fisici, favoriscono una presenza biologica molto articolata con una notevole biodiversità, importante sia da un punto di vista numerico, sia da un punto di vista di qualità e rarità e la cui tutela è riconosciuta come priorità a livello internazionale.

 

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